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	<title>Blog - Mac servizi legali</title>
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	<title>Blog - Mac servizi legali</title>
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		<title>Per una mediazione assistita 3.0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[kettyos2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 17:29:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La riforma del processo civile che porta il nome di Marta Cartabia, ministro della Giustizia sotto il Governo Draghi, ratificata con il decreto attuativo del 28 luglio 2022 e in vigore a partire dal 1° giugno 2023, non è un mero strumento per decongestionare le aule tribunali, snellire la burocrazia e ottenere sentenze in tempi [&#8230;]</p>
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<p>La riforma del processo civile che porta il nome di Marta Cartabia, ministro della Giustizia sotto il Governo Draghi, ratificata con il decreto attuativo del 28 luglio 2022 e in vigore a partire dal 1° giugno 2023, non è un mero strumento per decongestionare le aule tribunali, snellire la burocrazia e ottenere sentenze in tempi più rapidi. O meglio, è tutto questo grazie soprattutto al ricorso incentivato e sempre più frequente all’istituto della negoziazione assistita, corroborato tra l’altro dall’estensione del gratuito patrocinio, a spese dello Stato, su istanza da presentare al Consiglio dell’ordine degli avvocati della sede di competenza.</p>



<p>Tra le novità procedurali che permettono un vero salto di qualità e non un semplice make up della negoziazione, c’è la possibilità, con un accordo tra le parti, di svolgere la procedura in modalità telematica, cioè mediante un collegamento da remoto, nonché quella di utilizzare un modello di convenzione standard, preparato ad hoc dal Comitato nazionale forense (CNF).</p>



<p>Ma la novità più sostanziosa è probabilmente quella dell’ingresso nella negoziazione della cosiddetta “istruzione stragiudiziale”, che consente cioè di acquisire dichiarazioni rese da soggetti terzi alla presenza dell’avvocato, ritenute rilevanti ai fini della controversia e sanzionabili in caso di falsa testimonianza. Proprio come nel “normale” processo civile.</p>



<p>Da notare che il nuovo statuto della negoziazione assistita prevede, nel caso della risoluzione consensuale di separazioni, divorzi, affidamento e mantenimento dei figli (compresi quelli nati al di fuori del matrimonio), la possibilità di procedere direttamente, con effetti obbligatori, al trasferimento all’uno o all’altro coniuge di beni immobiliari, spesso determinanti per garantire i nuovi equilibri che si vengono a determinare all’interno della famiglia non più unita sotto lo stesso tetto.</p>



<p>Se queste sono le premesse, tutte qualificanti, dobbiamo però rivolgere la nostra attenzione a quello che dal nostro punto di vista è forse il dato il più interessante dell’evoluzione di questo istituto del nostro ordinamento, a otto anni dalla sua prima introduzione nel 2014. Si tratta della possibilità di poter esperire, all’interno della negoziazione assistita, anche la mediazione familiare, oggetto principale di questo volume, con tutto ciò che comporta per il suo contenuto sociale, per il suo valore preventivo di deflazione del contenzioso e, in ultima analisi, per l’opportunità che offre agli ex partner di guardarsi negli occhi (al limite tramite un videocollegamento), esprimere e gestire al meglio le proprie emozioni e riuscire a negoziare in tempi brevi, con maggiore riservatezza e minore stress, un accordo di reciproca soddisfazione, in linea anche con i diritti-doveri della co-genitorialità. Lasciando ai rispettivi avvocati (non necessariamente formati alla pratica collaborativa) l’onere di concentrarsi sugli aspetti giuridici ed economici della separazione o del divorzio.</p>



<p>Per vedere la presentazione del libro &#8220;Conflitti e soluzioni sostenibili. La mediazione familiare&#8221; clicca <a href="https://www.facebook.com/MondadoriPalermoViaStabile/videos/1310145829747983/?extid=NS-UNK-UNK-UNK-AN_GK0T-GK1C&amp;ref=sharing">qui</a>.</p>



<p>Nella mediazione familiare, infatti, le parti, assistite dalla figura del mediatore, sono protagoniste assolute del procedimento cui scelgono consapevolmente di aderire, spesso su suggerimento di un legale. Tale privilegio si trasferisce in un certo senso alla negoziazione assistita che come è noto è uno, se non il principale metodo di ADR (Alternative Dispute Resolution, ovvero Risoluzione alternativa delle controversie), in cui gli avvocati sono investiti della responsabilità di raggiungere un accordo realmente “giusto” e condiviso fra i coniugi, che superi cioè la logica della pura contrapposizione fra interessi divergenti, accogliendo e metabolizzando tutti quegli aspetti relazionali che possono rendere più efficace e duratura la composizione del conflitto.</p>



<p>Si è accennato al fatto che gli avvocati “matrimonialisti”, esperti di diritto familiare, non siano necessariamente idonei, per attitudine personale e formazione, a svolgere anche il ruolo del mediatore familiare, figura che non proviene necessariamente dall’avvocatura (che costituisce comunque titolo di merito), ma che può essere per formazione uno psicologo o un counselor. Il suo specifico intervento di facilitatore “super parters” può svolgersi tutto nell’ambito della negoziazione, che ha una durata massima di 90 giorni, prorogabili di altri 30. E alle varie sedute, oltre ai coniugi, possono essere invitati ad assistere i rispettivi avvocati, chiamati in questo caso a tradurre in tempo reale i frutti della mediazione in accordi giuridicamente validi. La chiave di volta è in ogni caso la sinergia che deve scattare fra tutte le figure coinvolte: l’obiettivo ultimo è di pervenire a una soluzione il più possibile globale, efficace, consapevole e a prova di futuro, nell’interesse supremo dei componenti della coppia e, se presenti, dei figli minori, nel pieno rispetto del principio della bigenitorialità stabilito dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54.</p>



<p>Per acquistare il libro &#8220;Conflitti e soluzioni sostenibili. La mediazione familiare&#8221; clicca <a href="https://www.labussolaedizioni.it/it/pubblicazioni/conflitti-e-soluzioni-sostenibili-maria-antonietta-catania-federica-dolce-9791254741009.html">qui</a>. </p>



<div class="wp-block-file">Per leggere un estratto del libro, scarica <a href="https://macservizilegali.it/wp-content/uploads/2022/11/Prefazione-del-libro-conflitti-e-soluziini-sostenibili-la-mediazione-familiare-di-Lia-Campione-1.pdf">Prefazione-del-libro-conflitti-e-soluziini-sostenibili-la-mediazione-familiare-di-Lia-Campione-1 .</a></div>
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		<title>Donne &#038; Avvocatura: ieri, oggi, domani. L’eredità di Lidia Poët e le sfide ancora da affrontare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[kettyos2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 14:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le pari opportunità non sono una medaglia da appuntarsi al petto, ma un obiettivo da perseguire con determinazione e intelligenza. Serve un patto generazionale. Networking e formazione come strumenti per emancipare ed emanciparsi A due settimane dall’evento formativo che, a nome della Camera Civile di Palermo, ho avuto il privilegio di organizzare nell’aula magna della [&#8230;]</p>
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<p><em>Le pari opportunità non sono una medaglia da appuntarsi al petto, ma un obiettivo da perseguire con determinazione e intelligenza. Serve un patto generazionale. Networking e formazione come strumenti per emancipare ed emanciparsi</em></p>



<p>A due settimane dall’evento formativo che, a nome della Camera Civile di Palermo, ho avuto il privilegio di organizzare nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza della nostra città, torno a parlare del tema a me caro delle “pari opportunità di genere” e delle sue implicazioni nella professione forense.</p>



<p>L’appuntamento dello scorso 8 luglio, moderato con la solita sensibilità e grande professionalità da Maria Giambruno, era dedicato all’eredità di Lidia Poët (1855-1949), prima laureata in giurisprudenza dell’Italia monarchica a poter accedere, dopo lunghe ed estenuanti battaglie in un mondo ancora totalmente dominato dalla cultura patriarcale, all’Ordine degli avvocati di Torino.</p>



<p>L’evento nasce dal mio incontro con questa storica figura, di grande ispirazione per tutte le donne italiane che dopo di lei, grazie al suo esempio e alla sua resilienza, si sono accostate all’avvocatura. Un incontro rinnovato ultimamente dalla scoperta di un libro, intitolato non a caso “Lidia e le altre”, suggeritomi dall’amica e collega Lia Campione, responsabile della formazione dello studio. Legale internazionale Linklaters.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://macservizilegali.it/wp-content/uploads/2022/07/mac_foto.jpeg" alt="" class="wp-image-434" width="437" height="328" srcset="https://macservizilegali.it/wp-content/uploads/2022/07/mac_foto.jpeg 1024w, https://macservizilegali.it/wp-content/uploads/2022/07/mac_foto-300x225.jpeg 300w, https://macservizilegali.it/wp-content/uploads/2022/07/mac_foto-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 437px) 100vw, 437px" /></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Verso un patto generazionale</strong></h3>



<p>E’ intorno a questa recente pubblicazione – introdotta dalle illuminanti parole del ministro della giustizia in carica Marta Cartabia e con un’intelligente prefazione di Pierluigi Battista – che ho progettato i lavori della giornata, invitando l’autrice, Chiara Viale, e facendola affiancare da una serie di autorevoli “testimoni”: da Laura Lorello, coordinatrice del Corso di laurea magistrale in giurisprudenza, a Marinì Badalamenti, presidente del Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Palermo, a Maurizio Carta, docente di urbanistica e delegato dal nuovo sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.</p>



<p>Molteplici argomenti di notevole interesse si sono intrecciati in un pomeriggio denso ed emozionante per la qualità degli interventi e delle sollecitazioni. In particolare mi piace ricordare l’esigenza, sentita da tutti i partecipanti, relatori e pubblico, di avviare subito nuovi percorsi di solidarietà e formazione che vedano come protagonisti, con una sorta di patto generazionale, donne e uomini già inseriti nella professione e le nuove leve di aspiranti avvocati che frequentano gli ultimi anni universitari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Libere di scegliere</strong></h3>



<p>Due spunti problematici di grande attualità mi stanno, inoltre, particolarmente a cuore. Il primo è il dilemma che tante donne vivono tuttora fra la volontà di abbracciare una professione impegnativa come la nostra e quella di “farsi una famiglia”, i cui carichi di lavoro sono ancora in maniera preponderante a carico della componente femminile della coppia: chi sceglie entrambe le cose è spesso costretta a evoluzioni da trapezista per riuscire a bilanciare e assolvere entrambi i ruoli nelle indispensabili condizioni di serenità e concentrazione.</p>



<p>La seconda criticità, che ho vissuto anch’io, inizialmente, sulla mia pelle, è la difficoltà, per una giovane avvocata, di aderire liberamente al ramo di specializzazione che preferisce, senza sentirsi vittima dei pregiudizi che ancora allignano tra le file degli avvocati e che spesso condizionano, non solo a livello psicologico, le nostre future scelte professionali. Un esempio per tutti: l’aura da “Cenerentola” che incombe su una specializzazione di assoluto rilievo (e sempre più richiesta nella società contemporanea) come il diritto di famiglia, troppo spesso snobbato dai colleghi maschi e vissuto erroneamente come una <em>diminutio</em> anche da alcune donne in carriera.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Empowerment al femminile</strong></h3>



<p>Per superare nei fatti questi conflitti che riguardano da vicino la nostra generazione e coinvolgono tanti aspetti della nostra vita quotidiana, non basta una generica dichiarazione d’intenti, ma occorre “fare rete” e lavorare su tutti i piani (culturale, sindacale, politico…) mirando a un radicale cambio di paradigma nella società e nell’esercizio della nostra professione, a partire dalle dinamiche dell’accesso.</p>



<p>Il profilo che ho ricordato di Lidia Poët, se ci pensiamo bene, non è solo un precedente illustre da celebrare, ma è una “stella polare” per tutte noi avvocate, in quanto contiene, in nuce, tutti gli elementi su cui si svilupperà, nei decenni successivi, la concreta possibilità dell’allargamento della platea al genere femminile. Nel contesto di fine Ottocento, in cui studiare per le donne di un certo status era un semplice gesto di emancipazione, spesso mal tollerata, cui non corrispondeva però un vero sbocco professionale, a parte quello dell’insegnamento nella scuola primaria, la sua visione è potente: Lidia giunge a immaginare e precorrere un traguardo ancora inespresso. Un sogno che si realizza, anche se solo alle soglie della vecchiaia – grazie alla legge Sacchi, che nel 1919 pose fine, tardivamente, all’assurda discriminazione. Perché donne avvocate all’epoca non ce n’erano, né in Europa, né negli Stati Uniti. Figuriamoci nella provincia italiana, dove Lidia, nasce e inizia a progettare e costruire, con grande determinazione, il tipo di donna che vorrebbe diventare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>In tv e nelle aule universitarie</strong></h3>



<p>A divulgare la parabola del suo percorso umano e intellettuale, oltre al libro, ci sarà presto una serie Netflix in sei episodi, interpretata da Matilda De Angelis. Un altro segnale di quanto questa storia sia in grado di colpire l’immaginazione e diventare appetibile per un pubblico vasto e trasversale come quello delle serie tv.</p>



<p>Una storia analoga a quella di Poët stata raccontata, con successo, qualche anno fa, nel film &#8220;Una giusta causa&#8221;, dedicato alla vicenda di Ruth Bader Ginsburg, tra le prime donne avvocato della storia americana. L’epoca in questo caso sono gli anni ’50: la protagonista viene ammessa al corso di legge dell’Università di Harvard, ma nonostante il suo talento viene rifiutata da tutti gli studi legali in cui potrebbe fare pratica proprio perché donna. La sua caparbietà avrà la meglio sulla palese ingiustizia e Ruth terminerà la sua carriera come giudice della Corte Costituzionale a stelle e strisce. Una nemesi perfetta.</p>



<p>Nel 2022, la strada per la compiuta equiparazione dei diritti e delle opportunità è ancora lunga. Sensibilizzazione e aggiornamento sono sicuramente una chiave di volta. E a questo proposito segnalo, in chiusura, la bella novità annunciata da Laura Lorello durante la giornata dedicata a Lidia Poët: l’avvio per il prossimo accademico di un nuovo dottorato di ricerca del polo universitario di Palermo, centrato su differenze di genere, partecipazione e uguaglianza dei diritti. Un tassello importante perché legato alla formazione, nel suo ambito più prestigioso.</p>



<p>Buone vacanze a tutte e tutti.</p>



<p><strong>Maria Antonietta Catania</strong>, <em>avvocata mediatrice, esperta in relazioni familiari e risoluzione alternativa delle controversie, membro del direttivo della Camera Civile di Palermo.</em></p>
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		<title>La negoziazione familiare, il diritto mite e il buon utilizzo della mediazione familiare</title>
		<link>https://macservizilegali.it/blog/negoziazione-familiare-diritto-mite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[kettyos2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La buona comunicazione&#160;in&#160;coppia&#160;e in famiglia&#160;è unelemento fondamentale. Quando tra i partner c’è un’intesa perfetta&#160;e una comunicazione efficace&#160;sia a parole che a gesti,&#160;anche i problemi più pesanti si ridimensionano&#160;e si riesce più facilmente a trovare soluzioni condivise ed accordi più duraturi nel tempo. Per favorire la buona comunicazione in coppia ed in famiglia si può ricorrere [&#8230;]</p>
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<p>La buona comunicazione&nbsp;in&nbsp;coppia&nbsp;e in famiglia&nbsp;è unelemento fondamentale. Quando tra i partner c’è un’intesa perfetta&nbsp;e una comunicazione efficace&nbsp;sia a parole che a gesti,&nbsp;anche i problemi più pesanti si ridimensionano&nbsp;e si riesce più facilmente a trovare soluzioni condivise ed accordi più duraturi nel tempo.</p>



<p>Per favorire la buona comunicazione in coppia ed in famiglia si può ricorrere all’utilizzo della mediazione familiare.</p>



<p>Alla&nbsp;domanda cosa sia la&nbsp;<strong>mediazione familiare</strong>&nbsp;ed in cosa consista non è facile rispondere senza rischiare di semplificarla: è la componente di numerose branche dalla psicologia, alla sociologia, alla pedagogia, al diritto mite, e porta nella loro interazione a risolvere i problemi di&nbsp;<strong>negoziazione</strong>&nbsp;<strong>familiare</strong>. Ed è proprio il&nbsp;<strong>diritto mite</strong>&nbsp;a rappresentare il fondamento della&nbsp;<strong>mediazione familiare</strong>, il richiamo alla giurisprudenza, ovvero alla distinzione tra scienza iuris e iuris prudentia. Laddove la prima rappresenta la logica formale, la razionalità del aut-aut, l’altra, invece, del&nbsp;<strong>win-win</strong>, la prudenza del diritto, la ragionevolezza, la potenza del diritto nelle sue varie sfumature che si apre a più&nbsp;<strong>alternative&nbsp;</strong>possibili della vita reale. &nbsp;<br><br>La mediazione familiare può essere intesa come un percorso di aiuto alla famiglia, al fine di consentire alle coppie che scelgono di porre fine al proprio&nbsp;<strong>vincolo matrimoniale</strong>&nbsp;o alla loro&nbsp;<strong>relazione&nbsp;</strong>di raggiungere, in prima persona, gli&nbsp;<strong>accordi di</strong>&nbsp;<strong>separazione</strong>&nbsp;e di essere artefici della&nbsp;<strong>riorganizzazione familiare</strong>&nbsp;che andrà a regolare la vita futura loro e dei loro figli.&nbsp;Si&nbsp;cessa di essere<strong>&nbsp;coniugi</strong>&nbsp;e si rimane per sempre&nbsp;<strong>genitor</strong>i: in questa nuova visione va riorganizzata la vita della famiglia in crisi.</p>
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		<title>Family Trust &#8211; Tecnica di superamento del conflitto familiare</title>
		<link>https://macservizilegali.it/blog/lorem-ipsum-dolor-sit-amet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[kettyos2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:19:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella società contemporanea, l’avvocato deve avere conoscenza approfondita di tutti quegli strumenti negoziali, idonei a condurre ad una composizione stragiudiziale delle controversie. In Italia si assiste ad una patrimonializzazione del&#160;diritto di famiglia&#160;e dunque sarebbe aprioristico considerare la famiglia avulsa dalle dinamiche&#160;dell’impresa.&#160;Si pensi, ad esempio, all’impresa familiare&#160;o alle&#160;società̀ di capitali&#160;su base familiare. Sono sempre più̀ richieste consulenze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Nella società contemporanea, l’avvocato deve avere conoscenza approfondita di tutti quegli strumenti negoziali, idonei a condurre ad una composizione stragiudiziale delle controversie.</strong></p>



<p>In Italia si assiste ad una patrimonializzazione del&nbsp;<strong>diritto di famiglia</strong>&nbsp;e dunque sarebbe aprioristico considerare la famiglia avulsa dalle dinamiche&nbsp;<strong>dell’impresa.</strong>&nbsp;Si pensi, ad esempio, all’<strong>impresa familiare</strong>&nbsp;o alle&nbsp;<strong>società̀ di capitali</strong>&nbsp;su base familiare.</p>



<p>Sono sempre più̀ richieste consulenze e forme di tutela capaci di incidere sugli aspetti della famiglia nella fase patologica, sia in ordine allo&nbsp;<strong>scioglimento</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>comunione patrimoniale</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>società̀ familiari</strong>, sia in ordine alle forme tipiche di tutela del coniuge più̀ debole e i figli minori.</p>



<p>L’utilizzo del&nbsp;<strong>family trust</strong>&nbsp;nell’ambito di vicende separative, consensuali, giudiziali, nonché̀ di<strong>&nbsp;divorzio</strong>, risponde alle esigenze di tutela del coniuge o del figlio non realizzabili altrimenti.</p>



<p>Alla famiglia in crisi servono soluzioni. I tempi spesso lunghi dei processi a volte, non riescono a garantire l’interesse dei componenti la famiglia o anche le unioni familiari di fatto.</p>



<p>Così accade sempre più̀ spesso che i&nbsp;<strong>coniugi</strong>&nbsp;in costanza di matrimonio o in prossimità̀ o in concomitanza della&nbsp;<strong>crisi matrimoniale</strong>, durante la convivenza addivengano alla segregazione in&nbsp;<strong>trust</strong>&nbsp;di determinati beni o diritti affinché i medesimi vengano gestiti a vantaggio della&nbsp;<strong>famiglia</strong>&nbsp;o del&nbsp;<strong>minore</strong>&nbsp;attraverso la corresponsione diretta o, di quote seppur variabili di patrimonio.</p>



<p>Con l’utilizzo dei trust familiari si persegue, in definitiva, una semplice prospettiva:&nbsp;<strong>pianificare</strong>&nbsp;il soddisfacimento dell’interesse ad una particolare tutela patrimoniale diversamente non realizzabile, proprio perchè con il trust si realizza la netta separazione tra il patrimonio del disponente e quello del beneficiario. C’è, dunque, un patrimonio inattaccabile, che adempie agli scopi, per esempio di mantenimento per cui è stato destinato.</p>



<p>Nel nostro diritto vivente il trust viene utilizzato in correlazione allo scopo di garantire ai figli minori di età̀ l’adempimento dell’obbligazione di mantenimento. Recentemente alcuni Tribunali hanno autorizzato la istituzione di un trust con beneficiario il minore.</p>



<p>Ancora più interessante appare l’utilizzo&nbsp;<strong>dei trust</strong>&nbsp;per le&nbsp;<strong>coppie conviventi</strong>&nbsp;laddove non è consentito l’uso del&nbsp;<strong>fondo patrimoniale</strong>, il trust appare una valida soluzione alle esigenze di tutela di queste famiglie che non sono ancora integralmente tutelate dalle norme.</p>



<p>In tal senso l’istituto assolve alla prospettiva di salvaguardare le aspettative del beneficiario dell’assegno, segregando determinati beni al soddisfacimento tempestivo e puntuale di quest’ultimo in concomitanza con un eventuale inadempimento del coniuge onerato del pagamento.&nbsp;</p>
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		<title>L’eredità e il diritto successorio</title>
		<link>https://macservizilegali.it/blog/eredita-e-il-diritto-successorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[kettyos2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 15:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’eredità è il patrimonio di una persona che, al momento della sua morte, passa ad un altro soggetto per successione ereditaria. I beni patrimoniali per la quale si apre la successione vengono chiamati asse ereditario. L’asse ereditario può comprendere sia beni patrimoniali attivi, come donazioni e relativi frutti, sia beni patrimoniali passivi, quindi debiti, spese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’eredità è il patrimonio di una persona che, al momento della sua morte, passa ad un altro soggetto per successione ereditaria. I beni patrimoniali per la quale si apre la successione vengono chiamati asse ereditario. L’asse ereditario può comprendere sia beni patrimoniali attivi, come donazioni e relativi frutti, sia beni patrimoniali passivi, quindi debiti, spese conseguenti a malattie e molto altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Successione di morte</h2>



<p>La successione comincia al momento della morte e nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/De_cuius">de cuius</a>). Coloro che succedono sono gli eredi, o legatari, in base al tipo di successione. Vi può essere, infatti, la</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Successione a titolo universale</li><li>Successione a titolo particolare</li></ul>



<p>La successione a titolo universale si manifesta nel momento in cui gli eredi subentrano nella totalità dei beni, assumendone quindi le attività e le passività.</p>



<p>La successione a titolo particolare, invece, si manifesta quando gli aventi diritto subentrano nella successione senza alcun obbligo sui beni trasferiti. Avviene soltanto quando si ha una successione testamentaria, cioè quando la volontà del de cuius lega un particolare diritto ad una determinata persona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’eredità legittima</h2>



<p>Quando si parla di successione legittima si fa riferimento ad una successione che avviene esclusivamente in forma di legge, senza la presenza di un testamento valido. Gli eredi della successione sono quindi:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>il coniuge;</li><li>i discendenti (figli legittimi, naturali o adottivi);</li><li>gli ascendenti (genitori legittimi);</li><li>i parenti in linea retta entro il sesto grado;</li><li>lo Stato.</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading">Quote successione</h2>



<p>La divisione dei beni del defunto viene effettuata in base agli eredi. In mancanza di figli, ascendenti e parenti, l’eredità spetta interamente al coniuge, anche se separato. Se, invece, sono presenti figli l’eredità verrà divisa in parti uguali, se vi è un solo figlio; se vi sono più figli verrà attribuito 1/2 al coniuge e 1/3 da dividere tra i figli e il coniuge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Successione testamentaria</h2>



<p>La successione testamentaria avviene quando la divisione dei beni viene stabilita in base alle disposizioni lasciate dal defunto, tramite un testamento. Vi può essere il Il testamento olografo, che deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto a mano dal testatore, o il testamento per atto di notaio, che può essere pubblico o segreto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dichiarazione di successioni</h2>



<p>La dichiarazione di successione è un documento obbligatorio, attraverso il quale si comunica all’agenzia delle entrate il subentro degli eredi nel patrimonio del defunto. La dichiarazione di successione sono tenuti a presentarla gli eredi, salvo dichiarazione di rinuncia.</p>



<p>Se hai bisogno di aiuto per la dichiarazione di successione o per trovare delle soluzioni consensuali tra le parti coinvolte nella successione,&nbsp;<a href="https://macservizilegali.it/contatti">contatta l’Avvocato Maria Antonietta Catania</a>&nbsp;che saprà aiutarti a risolvere la tua situazione.</p>
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